5 martiri - 2010 - RETE CIVICA DEL COMUNE DI CASSANO D'ADDA (MI)

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Pasqua di sangue: la tragica vicenda dei 4 martiri

Tra il 28 e il 31 marzo 1945 Cassano d'Adda fu al centro di un dolorosissimo fatto di sangue.

 

La guerra si avviava ormai inesorabilmente alla conclusione, con le armate tedesche in rotta pressoché ovunque e con il territorio della Repubblica Sociale che andava sempe più assotigliandosi. Alcuni partigiani della Brigata Garibaldi ritennero tuttavia fosse ancora il momento di agire e programmarono un attentato all'osteria del Furnasen, locale allora ritrovo dei militari tedeschi e repubblichini e ubicato ove attualmente sorge la Casa di Riposo. Furono i partigiani di Inzago e di Gorgonzola a darsi appuntamento nei pressi del cimitero di Trecella. Da quel punto infatti si dipanava, e si trova tuttora, un viottolo detto dei "brugnoo" che dalla cascina S. Giuseppe (casina dal Bracc) proseguiva lungo l'attuale via Leonardo da Vinci per portarsi nei pressi della Muzza.

 

Qualcosa però andò storto al momento di entrare in azione, quando il mitragliatore s'inceppò e costrinse il gruppo a ripiegare. Nelle fasi concitate dell'evento, che videro la disordinata reazione dei tedeschi e dei militari fascisti e la altettanto scomposta risposta dei partigiani che con il lancio di una bomba a mano cercarono di creare scompiglio, Luigi Restelli, commissario politico, venne colpito mortalmente e con lui un maresciallo della Wehrmacht. Luigi Restelli, nato nel 1924 a Gorgonzola, era Commissario politico della 105 Brigata Garibaldi.

 

Mai a Cassano, fino a quel momento, si era registrato un fatto di tale gravità e ben presto terrore e incertezza si diffusero tra i cittadini. Scattava infatti, per l'implacabile e crudele legge di guerra germanica, la rappresaglia: dieci italiani condannati a morte per ogni tedesco ucciso. Febbrili trattative con i tedeschi convinsero poi a ridimensionare la crudele matematica dell'odio e il crudele conto si ridusse a quattro vite. La vigilia di Pasqua, alle 4.30 del mattino in villa Pia arrivò una macchina tedesca con a bordo quattro detenuti, prelevati dal carcere militare di Monza.: quattro poveri ragazzi poco più che ventenni che non avevano alcuna colpa se non quella di essere renitenti alla chiamata di leva. Verso le 9 del mattino, una ventina di GNR (Guardie Nazionali Repubblicane) si posizionarono davanti alla chiesetta di San Dionigi, in attesa dei condannati. Qualche istante dopo l'eccidio venne compiuto. In segno di spregio il cadavere di Restelli fu sottoposto a macabra fucilazione.

 

Caddero sotto i colpi di quell'improvvisato plotone di esecuzione:

 

Luigi Lodola, nato a Castelnuovo Bocca d'Adda il 14/9/1924, componente della I Brigata d'Oltre Po. Al suo attivo aveva azioni coraggiose, tra le quali la liberazione da un campo di prigionia di alcuni ufficiali inglesi, francesi, polacchi e russi, all'indomani del 25 luglio 1943. Era caduto nelle mani dei tedeschi nel luglio '44 durante un rastrellamento. Portato a Codogno era stato torturato e poi trasferito al carcere di San Vittore a Milano e da qui alle carceri di Monza.

 

Giuseppe Fontana, nato il 27/2/1922 a S. Vito di Gaggiano (Mi), reduce della campagna di Russia. Fu inviato a casa per la convalescenza dal congelamento patito in quella terra e l'8 settembre non fece rientro al suo reparto e in seguito venne catturato dagli occupanti nazi-fascisti.

 

Giuseppe Ruggeri, nato il 5/6/1920 nel sud Italia. Anch'egli renitente alla chiamata del Ministero della Guerra della Repubblica Sociale.

 

Giovanni Ballarati, nato nel sud Italia il 16/4/1924 e come il Ruggeri renitente alla chiamata della Repubblica fascista.

 

"Pasqua di sangue" tuonò l'indomani, dal pulpito, il Parroco Mons. Aristide Favalli, che tanto si era prodigato - purtroppo inutilmente - per salvare quelle vite umane. Le perplessità che possono essere suscitate nella valutazione di una azione di guerra mossa a poco più di tre settimane dalla fine del conflitto mondiale, non devono sminuire affatto il sacrificio di quattro poveri e innocenti ragazzi, strappati alla vita nel pieno della gioventù.

 

Il tragico episodio viene ricordato ogni anno con una cerimonia semplice ma partecipata. Quest'anno la memoria si è avuta domenica 11 aprile.